In ritardo.

20 dic

Sotto le coperte, ogni notte, tuona nella testa e mi tormenta! La vedo nei volti, nei sorrisi di gioia, nelle imprese e nei progetti. Adesso la vedo concretamente, solo ora che sta scivolando via! E’ il mio battito, l’unica opera che ho curato, l’unica dimensione che posso vivere! La giovinezza che mi sfugge via! C’è un passaparola, il costante consiglio di tutti che dicono di godersela finché dura, perché poi un giorno ti svegli e lei non c’è più. Maledetta giovinezza! Quella che ho vissuto, quella che ho amplificato, quella che non ho saputo gestire. L’ho riempita di volti da amare, di bicchieri da svuotare e di ricordi da annebbiare. Ma mi chiedo, dov’ero io nella mia giovinezza? Non l’ho riempita di me, non mi sono riempita di lei. L’ho fatto si, ma solo superficialmente! A 15 anni chissà cosa pensavo…Ero la piccola della squadra, una promessa per il calcio e poi, ad esempio, ho smesso di giocare. Ora ho 23 anni, molti miei coetanei si stanno per sposare, hanno un figlio, hanno comprato casa, si stanno trasferendo altrove; quando pensavo a quest’età immaginavo la mia vita svoltata, non so come, ma svoltata. Chissà in cosa mi sarei imbattuta, chissà cosa mi sarebbe successo…Invece eccomi qui, a 23 anni, a dover iniziare un percorso che avrei dovuto intraprendere a 18 anni. Ora lo devo fare e il rumore della giovinezza mi tenta, quindi è difficile. Ecco perché non vorrei più giorni, ma giornate più lunghe: non vorrei trascurare niente. Mi maledico per tutto il tempo che perso, per le cose che non ho fatto, per aver rinviato e rinviato ogni cosa, come se pensassi di avere sempre tempo a disposizione. Beh, mi sbagliavo! Ora che mi ritrovo a dover recuperare tutto ciò che non ho fatto in precedenza, la vedo chiaramente. E’ come se adesso sentissi di non poter vivere quel poco che mi rimane di lei, perché ho troppe altre cose a cui dover pensare. Sono in ritardo, sono in ritardo, sono in ritardo. Si dice che non sia mai tardi per fare le cose, ma certe cose vanno fatte quando si è giovani, dopo non sono la stessa cosa, è innegabile. Voglio le mie Etnies con le ali nella pista, tra colori e musica, circondata dagli amici che celebrano con me la giovinezza! Non voglio le pantofole di lana, poggiate su un tappeto, mentre mi addormento rannicchiata su una poltrona davanti a un televisore. Avrei dovuto leggere pagine ingiallite di classici e di capolavori, avrei dovuto viaggiare, conoscere persone nuove, avrei dovuto studiare! Invece ho letto sistematicamente parole vuote sul monitor di un pc, ho viaggiato si, ma sempre negli stessi posti! Mi sono circondata sempre delle stesse persone, convincendomi che non poteva essere altrimenti e annullandomi nell’ostinazione di doverle trascinare con me. Nell’incessante esigenza di non essere dimenticata nella vita degli altri, ho dimenticato la mia. Ho curato rapporti morti, ho onorato ricordi a senso unico, ho tappato gli occhi e non ho voluto vedere: io che ho vissuto come se non ci fosse un domani, adesso mi ritrovo a pensare di non averlo davvero. Ci saranno scadenze, la routine, il dover pensare ai miei genitori, la paura di rimanere sola. Non vorrei svegliarmi il 20 dicembre del 2017 e scoprire che in un modo o nell’altro ce l’ho fatta, vorrei tornare indietro al 20 dicembre del 2005 e rivivere tutto, con queste consapevolezze. Quell’anno, il 2005, ha corrotto tutta la mia vita. Avrei dovuto capire, come lo capisco adesso, che solo una persona rimarrà sempre con me: quella sarò io e nessun altro. Merda.

Lascia un Commento

Fill in your details below or click an icon to log in:

Logo WordPress.com

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Modifica )

Foto Twitter

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Modifica )

Foto di Facebook

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Modifica )

Connecting to %s

Follow

Get every new post delivered to your Inbox.